I Messaggeri dell'Anima : Pagus

I

Messaggeri

dell'Anima


I Messaggeri dell’Anima sono nati due anni fa in modo del tutto casuale, partecipando all’evento “Terra e Muse” e successivamente allestendo lo spettacolo sulla Calenda. Dopo queste esperienze iniziali, il gruppo si è arricchito di nuovi elementi ed è diventato possibile pensare a qualcosa di più strutturato e complesso, sia da un punto di vista artistico che tecnico. È così che ad ottobre dello scorso anno I Messaggeri dell’Anima – in occasione di Telethon – hanno messo in scena al Teatro Castagnoli di Scansano “L’Elogio della follia”, tratto dall’omonimo testo di Erasmo da Rotterdam (replicato nel marzo 2009 al Teatro di Salvini di Pitigliano).

Sin dall’inizio l’aspirazione della compagnia è stata quella di mettere in scena spettacoli in cui il pubblico, oltre alla parte ludica, ricevesse  un messaggio o, comunque, uno spunto di riflessione. Da qui una scelta mirata di testi e tematiche che seguissero con coerenza la linea ideologica de I Messaggeri: l’Elogio della Follia, in cui la domanda fondamentale che si rivolgeva allo spettatore era se poi fosse davvero così sbagliato mischiare un po’ di sana follia alla schematica razionalità; l’”Alba di Tagete” e “Le notti di Fufluns” che rievocavano riti etruschi e la saggezza rispettosa dei popoli antichi; e ancora “Ombre di Luce” e “Il Fuoco nell’Oscurità”,  i due spettacoli che hanno animato la festa medievale della scorsa estate a Scansano, e in cui è stata data voce a coloro che, nel Medioevo appunto, sono stati emarginati, torturati, uccisi, in cui è stata portata alla luce la vita intellettuale e spirituale che scorreva silenziosamente nonostante le repressioni e le violenze.

Proprio dagli spettacoli di rievocazione etrusca e medievale è nato Pagus, l’ultima fatica de I Messaggeri dell’Anima: una sceneggiatura originale scritta da Valeria Petri che ne è anche regista (insieme ad EI Messaggeri dell'Animamanuele Culotta), un’unione e una estrapolazione per creare qualcosa di totalmente nuovo e diverso.

Pagus è il percorso della spiritualità, ma non della spiritualità indottrinata nei dettami che tutte le religioni, attraverso i secoli, hanno provato ad imporre, bensì della spiritualità intesa come rispetto e devozione verso il mondo che abitiamo e verso la vita che abbiamo ricevuto. In epoche lontane, l’essere umano fu in grado di stringere un patto con la Natura, ricevendo da lei i doni della sopravvivenza e ricambiandola con devozione e rispetto. Nei secoli però, man mano che l’intelletto dell’uomo, e con esso la razionale materialità, è cresciuto, la spiritualità è stata sostituita dal desiderio di potere, mettendo in atto guerre sanguinose e violenze non solo fisiche ma anche mentali.

Pagus, contrariamente a quanto si possa pensare ad un primo approccio, è uno spettacolo di estrema attualità in cui i diversi, i liberi, i singoli che tengono alla propria individualità vengono allontanati perché considerati pericolosi dai benpensanti della cultura di massa. Oggi, come secoli fa, le cose non sono molto cambiate, ma c’è sempre, come allora, qualcuno che sacrifica la propria vita in virtù del libero pensiero.

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