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carta del territorio

 

 

              Il Morellino di

                Scansano

                d.o.c.g.

 

 

 

 
 

Caratteristiche del territorio

I terreni

La zona di produzione del vino DOC Morellino di Scansano si colloca alla latitudine compresa tra 42,33° e 42,49° su una superficie complessiva di circa 58.500 ha, situata nei comuni di Scansano, Magliano in Toscana, Campagnatico, Manciano, Grosseto, Semproniano e Roccalbegna. L'ambiente, in prevalenza di tipo collinare, è compreso tra i bacini dei fiumi Ombrone ed Albegna, passando da un'altitudine di circa 500 m. a pochi metri sul livello del mare, in prossimità di Grosseto e nella zona del Collecchio.

Origine dei suoli. Nella zona interessata dalla DOC prevalgono suoli di origine sedimentaria, a nord ovest, nel versante che si estende da Scansano a Montorgiali, Montiano e Grosseto, si ritrova il complesso della  facies toscana,  ed in particolare il gruppo dei terreni argilloso marnosi ed arenacei mesozoici e terziari, originatisi dal disfacimento del macigno toscano, nell'epoca compresa tra l'oligocene e il miocene inferiore. A nord-est e a sud di Scansano si ritrovano sopratutto suoli di incerta classificazione paleografica, appartenenti al gruppo delle argille fissili, calcari, calcareniti con nummuliti di origine eocenica, mentre verso sud est, da Magliano all'Albegna compaiono terreni sciolti neoautoctoni, originatisi da sedimenti marini o continentali, di origine pliocenica.

Secondo la carta pedologica della Maremma tosco laziale i terreni che ricadono nella zona del Morellino di Scansano sono principalmente di tre tipi, in ordine decrescente di diffusione: 1) terreni con sottosuolo coerente, rocciosi; 2) terreni medio pesanti con sottosuolo incoerente; 3)terreni sciolti e medio sciolti con sottosuolo incoerente.

1)Terreni con sottosuolo coerente, rocciosi. Sono i terreni dominanti dell'area dei comuni di Grosseto e di Scansano ed in prossimità di Pereta e di Montiano; sono classificati come "sciolti e mezzani su sottosuolo di arenarie e travertini (siliceo argillosi, alquanto brecciosi poco profondi e aridi)". Si tratta di terreni a lieve contenuto calcareo (5-10%), che necessitano di spietramento dopo l'esecuzione dello scasso per l'impianto del vigneto. Presentano tessitura sabbiosa e sabbioso-argillosa e per la loro scarsa possibilità di accumulo idrico, risultano aridi. Hanno una scarsa fertilità agronomica, dato il modesto contenuto di humus, di forforo e di potassio. In pratica sono molto adatti alla coltivazione della vite che non richiede terreni fertili, anche se la loro limitazione è rappresentata dalla scarsa profondità.

Nei comuni di Scansano e Magliano sono presenti a chiazze <<terreni pesanti poco brecciosi su calcari argillosi >>. Si tratta di terreni argillo-sabbiosi ed argilloso calcarei, poco profondi e aridi. Sono alquanto disformi nelle caratteristiche fisico-chimiche, per la natura dei calcari dai quali si sono originati e per le diverse condizioni di formazione dei loro profili.Giacciono su una roccia calcarea, talvolta posta a meno di 1 m. di profondità, possono avere massi di notevole dimensione, scarsa quantità di frammenti brecciosi ed una tessitura prevalentemente argillosa (in genere superiore al 30%). Sono terreni ad elevato contenuto di calcare, carenti di azoto e di fosforo assimilabile.

Limitatamente al territorio dei comuni di Scansano e di Magliano, su esigue estensioni compaiono anche  <<terreni rocciosi grossolani>>, che differiscono dai precedenti per la maggiore presenza dei frammenti calcarei (cioè brecce), di massi erratici e di punte di roccia affiorante.Su questi terreni, presenti in modo alquanto disomogeneo sul territorio e difficile la realizzazione del vigneto.

2)Terreni pesanti e medio pesanti con sottosuolo incoerente. A questa formazione vengono accomunati tre tipi di terreno, dei quali soltanto due hanno una diffusione di rilievo. I più frequenti sono i "terreni pliocenici sciolti e medio sciolti (sabbiosi e sabbio argillosi)", che si trovano lungo i pendii della direttrice che scende da Magliano verso il fiume Albegna e si caratterizzano per l'assenza o la limitata presenza di calcare. Per la loro giacitura possono essere soggetti all'erosione (calanchismo), specialmente se prevale la tessitura sabbiosa; migliori sono le caratteristiche dei terreni sabbioso argillosi pliocenici, forniti cioè di una più consistente matrice argillosa, anche se come tutti i terreni sopra indicati sono carenti di fosforo assimilabile.

I "terreni pliocenici argilloso calcarei" formatisi su argille plioceniche tipiche risultano profondi e ben provvisti di calcare (di norma variabile dal 15 al 30%), mentre il contenuto di sostanza organica è presente in quantità limitata. Anche questi terreni sono poveri di fosforo, mentre la loro dotazione di potassio è discreta. Tali terreni sono presenti essenzialmente in tre località, una, una più vasta situata a nord-est di Pomonte, la seconda nel comune di Campagnatico e la terza , più piccola, a sud di Magliano.

Infine i "terreni grossolani, pesanti" hanno composizione di vario genere in cui prevale la ghiaia ed i ciottoli ma sono poco calcarei, si rinvengono sporadicamente in limitate zone, come a Poggio Olivastro ed in località Aione.

3) Terreni sciolti e medio sciolti con sottosuolo incoerente. Sono formazioni presenti in minore estensione nell'area a DOC del Morellino di Scansano e comprendono tre tipologie di terreno a localizzazione ben definita. I "terreni alluvionali sciolti e mezzani" si trovano ai lati dei fiumi Osa e Albegna ed hanno tessitura variabile, da sabbioso-limosa a limoso-sabbioso-argillosa, sono profondi e privi di scheletro, salvo l'affioramento di banchi di ghiaia o di ciottoli. Possiedono una buona fertilità, grazie alla loro costituzione fisica e per la discreta dotazione di sostanza organica, di fosforo e di potassio.

I "terreni sciolti di dune quaternarie" soono localizzati sopratutto nel Comune di Grosseto ed in particolare nella zona collinare che và da Poggio alla Mozza a Grancia e da Rispescia a Banditella, fino al borgo di Cupi. Sono terreni sciolti formatisi sia sulle "dune quaternarie" che sulle tipiche "terrazze". La tessitura è prevalentemente sabbiosa e la fertilità è scarsa, sia per la limitata ritenzione idrica, sia per la carenza di sostanza organica e di elementi minerali; soltanto il potassio raggiunge livelli di sufficienza, mentre la loro reazione è decisamente acida (PH 5,5-6,2).

I "terreni sabbio argillosi delle dune quaternarie" sono sabbio-argillosi o argillo-sabbiosi, profondi e sprovvisti di calcare ma hanno sottosuolo argilloso; la loro presenza è limitata alla zona compresa tra Magliano e Pomonte, in prossimità del torrente Turbone, affluente dell'Albegna.La tessitura varia in funzione della quantità di argilla che può essere facilmente portata in superficie trovandosi a poca profondità; essendo queste argille molto ricche di sodio presentano uno stato di dispersione molto elevato, provocando frequentemente fenomeni di impermeabilità del sottosuolo. La loro reazione è tendenzialmente subacida, sono terreni poveri di fosforo e mediamente dotati di potassio.

Da alcune analisi fisico-chimiche eseguite su campioni di suolo provenienti dalle diverse zone di produzione si rileva che la coltivazione della vite si attua prevalentemente in terreni con contenuto di argilla che non è mai molto elevato (>40%), inoltre la reazione del terreno è in prevalenza acida o sub acida, sembrerebbero, invece, meno frequenti i vigneti realizzati in terreni neutri o molto alcalini. Tuttavia, data la presenza di orizzonti calcarei, anche a meno di un metro di profondità, è probabile che all'analisi preliminare del suolo (eseguita su un orizzonte di 40 o 60 com) sfugga questo aspetto, mentre con l'esecuzione dello scasso (che di norma giunge ad 1 metro di profondità) tale strato potrebbe essere portato in superficie, influendo in modo significativo sulle relazioni terreno-pianta.

Le condizioni fisico chimiche del terreno influenzano lo stato nutritivo ed il comportamento vegetativo e produttivo della vite, in relazione al pH, alla quota di elementi assimilabili disponibili, e di conseguenza alle tecniche di fertilizzazione. In linea generale gran parte della viticoltura del Morellino di Scansano si attua su terreni poveri di sostanza organica, di fosforo e di potassio (salvo alcune eccezioni) e con limitata riserva idrica; condizioni pedologiche che concorrono a determinare un quadro nutrizionale e produttivo fondamentalmente analogo in tutta l'area di produzione della DOC, anche in terreni apparentemente diversi tra loro.

Alcune influenze di carattere specifico, più difficili da evidenziare dal punto di vista analitico, potrebbero emergere, secondo le conoscenze acquisite su questo argomento, in relazione al pH del suolo. Infatti si ritiene che a pH più bassi (terreni acidi), molto frequenti in questa zona, la quantità assimilabile di microelementi aumenti, determinando caratteristiche di maggiore finezza nei vini. Dal punto di vista chimico è ormai acclarata la maggiore disponibilità di microelementi (sopratutto ferro, manganese e zinco) al diminuire del pH, mentre l'accertamento, nell'area considerata, dell'influenza dei diversi tipi di terreno sulla qualità del vino non è stato ancora effettuato.