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ZONA ARCHEOLOGICA " GHIACCIO FORTE "

Da Scansano si procede in direzione
Manciano-Terme di Saturnia (S.S. 332) per circa 8 km, poi si prosegue a destra
in direzione Aquilaia-Ghiaccio Forte per poco meno di 3 km; si continua lungo
la strada bianca (1,5 km). sulla destra una strada in leggera salita, che si
diparte dalla principale sterrata, conduce al parcheggio attrezzato
dell’area archeologica, da dove inizia la visita.
Il centro fortificato di Ghiaccio Forte,
di cui non si conosce il nome antico, fu fondato nel IV secolo nei pressi del
confine nord del territorio di Vulci, in posizione strategica sul versante
destro della valle dell’Albegna. Contemporaneamente vennero fondati o
potenziati centri preesistenti nello stesso territorio (Quali ad esempio
Talamone, Saturnia e forse Orbetello). Queste fortezze segnalano una
situazione generalizzata di pericolo, avvertita nelle città etrushe
meridionali, che avevano perso il controllo del mare e si accingevano a
contrastare la conquista romana. L’area, frequentata sporadicamente
nell’età del Bronzo Finale, era occupata in precedenza solo da un santuario
rurale di età arcaica. La distruzione di Ghiaccio Forte fu opera
dell’esercito romano che nel 280 a.C. conquistò Vulci e ne devastò il
territorio.
Appena
all’interno si ha la percezione della linea delle mura (perimetro 1 Km
circa) che correvano lungo il ciglio pianoro. Le mura avevano uno spessore
alla base di circa 4 m ed erano costruite con uno zoccolo di ciottoli e un
elevato di mattoni crudi o argilla pressata. Deviando sulla sinistra si
raggiunge la Porta Sud-Est, che si apriva nel tratto più alto del circuito
murario. La struttura, come le altre porte finora scavate, è piuttosto
complessa: è costruita con blocchi regolari e delimita una superficie
lastricata a fianco della quale scorre una canaletta per il deflusso delle
acque piovane fuori della cinta; due porte chiudevano probabilmente il tratto
lastricato della strada che proseguiva con un semplice acciottolato
all’interno dell’abitato. Scendendo nella sella tra le due colline si
raggiunge un grande complesso abitativo, con numerosi ambienti che si
affacciano su una grande corte scoperta. Risalendo poi sulla collina
occidentale, dove probabilmente si trovava un luogo di culto (da qui infatti
provengono gli ex voto esposti nel
Museo Archeologico di Scansano) si raggiunge la Porta Nord-ovest,
architettonicamente analoga all’altra, dalla quale si gode una bella vista
sulla bassa valle dell’Albegna e sul mare.
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